Il valore aggiunto di IEEE MeAVeAS 2026: il congresso di Padova che ha consolidato il dialogo tra scienze veterinarie, produzioni animali e ingegneria
Nel 2026 il Dipartimento MAPS ha contribuito all’organizzazione dell’IEEE International Workshop on Measurements and Applications in Veterinary and Animal Sciences (MeAVeAS 2026), svoltosi a Padova dal 28 al 30 aprile. L’evento ha riunito ricercatrici, ricercatori, professioniste e professionisti e aziende provenienti da diversi Paesi, confermandosi tra i principali momenti di confronto internazionale dedicati alle tecnologie di misura applicate alla medicina veterinaria e alle produzioni animali.
Per il nostro Dipartimento, l’organizzazione del workshop ha rappresentato una duplice opportunità. Da un lato, i ricercatori dell’area veterinaria e delle produzioni animali hanno collaborato attivamente alla progettazione scientifica dell’evento, contribuendo alla definizione del programma e delle sessioni tematiche. Dall’altro, il congresso ha rappresentato un’importante occasione per consolidare relazioni già esistenti e avviare nuove collaborazioni interdisciplinari a supporto della ricerca e del trasferimento tecnologico.
I ricercatori della medicina veterinaria, delle scienze delle produzioni animali e dell’ingegneria delle misure hanno infatti evidenziato la crescente necessità di sviluppare ambiti di ricerca trasversali e multidisciplinari, capaci di integrare competenze complementari per affrontare le nuove sfide dell’innovazione nei settori zootecnico e veterinario. In tale contesto, il workshop ha rappresentato per MAPS un’importante occasione di dialogo con i dipartimenti di ingegneria dell’Università di Padova, in particolare con il Dipartimento di Ingegneria Industriale (DII) e il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DEI), nonché con numerosi gruppi di ricerca nazionali e internazionali.
(In foto la Prof.ssa Flaviana Gottardo - Honorary chair, e il Prof. Alessandro Pozzebon - General chair del Congresso)
Nel corso dei tre giorni di congresso sono stati discussi i più recenti progressi nell’impiego di sensori, sistemi di monitoraggio e strumenti avanzati per l’analisi dei dati applicati alla zootecnia di precisione e alla medicina veterinaria. Le sessioni scientifiche hanno affrontato temi quali la computer vision, i biosensori, la sensoristica indossabile, i sistemi IoT, i modelli predittivi basati sull'intelligenza artificiale, l'imaging diagnostico, il monitoraggio ambientale e le piattaforme digitali integrate per la gestione dei dati aziendali.
Particolare attenzione è stata dedicata all’applicazione di modelli di machine learning al monitoraggio della salute e del comportamento animale. Tra i contributi presentati, diversi studi hanno illustrato l’utilizzo di sensori accelerometrici e di modelli AI per il monitoraggio automatico del comportamento animale e la previsione del parto, mediante l’analisi di variazioni comportamentali e fisiologiche rilevate con sensori indossabili. Analogamente, sono stati presentati lavori relativi allo sviluppo di sistemi basati su deep learning per il supporto alla diagnostica veterinaria mediante radiografie toraciche e tecniche di imaging avanzate.
Ampio spazio è stato inoltre riservato alla sostenibilità ambientale delle produzioni animali e all’uso di tecnologie innovative per il monitoraggio degli impatti ambientali degli allevamenti. In questo contesto sono stati presentati studi sull’impiego di sistemi IoT e sensori low-cost per il monitoraggio continuo delle emissioni di ammoniaca e di particolato fine negli edifici zootecnici, evidenziando il ruolo crescente delle tecnologie digitali nel supporto alle strategie di mitigazione ambientale. Altri contributi hanno invece affrontato il tema della sostenibilità dei sistemi produttivi attraverso approcci di Life Cycle Assessment (LCA) applicati alle produzioni animali.
Il workshop ha inoltre evidenziato il crescente interesse per strumenti rapidi e non distruttivi per il monitoraggio nutrizionale e qualitativo di prodotti e sottoprodotti zootecnici. In particolare, sono stati presentati studi sull’impiego della spettroscopia NIR portatile nella gestione alimentare dei ruminanti, che sottolineano le potenzialità delle tecnologie spettroscopiche per applicazioni di precision livestock farming.
Durante la giornata inaugurale, i Technical Program Co-Chairs del congresso — il Prof. Franzo, insieme ai Dott. Serva e Trivellin — hanno presentato i dati riassuntivi della partecipazione, offrendo una prima fotografia dell’interesse scientifico suscitato dal workshop:
- 80 abstract sottomessi;
- 71 revisori coinvolti nel processo di valutazione;
- 77 presentazioni scientifiche;
- 67 relatori provenienti da diversi contesti accademici e professionali.
(In foto il Prof. Giovanni Franzo e i Dott. Lorenzo Serva e Trivellin)
Particolare rilievo hanno avuto gli interventi dei keynote speaker internazionali. Il Prof. Ben Aernouts (KU Leuven, Belgio) ha approfondito il ruolo della Precision Dairy Farming nel trasformare i dati in strumenti di supporto alle decisioni aziendali. Attraverso esempi tratti da aziende lattiero-casearie commerciali, il relatore ha illustrato come sensori indossabili, sistemi automatici di mungitura, tecniche di computer vision e piattaforme decisionali integrate possano migliorare il monitoraggio della salute animale, l’efficienza produttiva, il benessere e la sostenibilità degli allevamenti. È stato inoltre evidenziato che il valore delle tecnologie di precisione non dipende esclusivamente dall’innovazione tecnica, ma anche dalla loro capacità di integrarsi nei processi decisionali dell’allevatore e nella gestione complessiva dell’azienda.
Di particolare interesse è anche la keynote lecture del Prof. Parminder S. Basran (Cornell University College of Veterinary Medicine, USA), dedicata al potenziale e ai limiti dell’intelligenza artificiale in medicina veterinaria. L’intervento ha messo in luce le principali criticità che ancora ostacolano la diffusione dell’AI nella pratica clinica veterinaria, tra cui la scarsa standardizzazione dei dati, la limitata interoperabilità tra sistemi informativi e le difficoltà legate all’integrazione di dati multimodali provenienti da imaging diagnostico, sensori, analisi di laboratorio e cartelle cliniche. Il relatore ha inoltre sottolineato che il paradigma One Health richiede una stretta collaborazione interdisciplinare tra veterinari, ingegneri, informatici e professionisti della salute per trasformare il potenziale delle tecnologie digitali in strumenti concretamente applicabili e sostenibili.
Nel complesso, IEEE MeAVeAS 2026 ha rappresentato non solo un momento di aggiornamento scientifico, ma anche un’importante occasione di crescita culturale e strategica per il Dipartimento MAPS, contribuendo a rafforzare una rete interdisciplinare orientata allo sviluppo di nuove competenze e di progettualità condivise tra scienze veterinarie, produzioni animali e ingegneria. Per scoprire e approfondire il Workshop, si legge tutto qui!

